giovedì 8 aprile 2021

Il caffè




Il Caffè nasce a Milano nel 1764 come foglio periodico di quattro pagine pubblicate ogni dieci giorni. L’avventura del periodico fu breve e terminò alla fine della seconda annata di pubblicazione nel 1766.
Autori della rivista sono i soci dell’Accademia dei Pugni, tra i quali si distinguono le voci dei fratelli Pietro e Alessandro Verri e quella di Cesare Beccaria.
Gli obbiettivi del periodico vengono presentati nel primo foglio, intitolato “Introduzione[2], pubblicato anonimo nel giugno 1764. In realtà, come vedremo più avanti, si può far risalire questo testo a Pietro Verri. Nell’introduzione gli autori rispondono alle domande fittizie dei lettori indicando che il Caffè è una rivista pubblicata ogni dieci giorni contenente testi che toccano argomenti diversi tra loro ma attuali e di pubblica utilità. Viene inoltre scelto uno stile “che non annoi[3]. L’idea è quella di pubblicare i fogli periodici “insin a tanto che avranno spaccio[4] e arrivati a trentasei fogli di farne “un tomo di mole discreta”[5]. Gli autori si impongono inoltre di sospendere la pubblicazione dei fogli “se poi il pubblico non li legge[6] e informano inoltre il pubblico sul fine del progetto, che risulta “una aggradevole occupazione per noi, il fine di far quel bene che possiamo alla nostra patria, il fine di spargere delle utili cognizioni fra i nostri cittadini divertendoli, come altrove fecero Steele e Swift e Addisson e Pope [7] ed altri”.[8]
Dopo questa breve ma esaustiva motivazione del progetto gli autori, spiegando il titolo della rivista, introducono il lettore nella cornice fittizia della bottega del caffè.
Attraverso la descrizione della bottega del caffettiere greco Demetrio, il lettore viene informato sul titolo del periodico “Il Caffè”, “poiché [i fogli] appunto son nati in una bottega di caffè[.

Nell’introduzione viene descritta la bottega del caffè del caffettiere greco Demetrio, che “sen venne in Milano dove son già tre mesi che ha aperta una bottega addobbata con ricchezza ed eleganza somma. In essa bottega primieramente si beve un caffè che merita il nome veramente di caffè[10].
La particolarità della bottega di Demetrio non è la possibilità di consumare un ottimo caffè, ma quella di immergersi in un ambiente di grande cultura. Le numerose possibilità per ampliare la propria conoscenza personale vengono pure elencate nell’introduzione, nella quale viene detto che “in essa bottega chi vuole leggere trova sempre i fogli di novelle politiche […],trova per suo uso e il Giornale enciclopedico e l’Estratto delle letteratura europea e simil buone raccolte di novelle interessanti […] v’è di più un buon atlante, che decide le questioni che nascono nelle nuove politiche[11].
Oltre alle molte opere di consultazione disponibili nella bottega, essa svolge la funzione di luogo-centro nel quale hanno luogo le discussioni e nel quale confluiscono le informazioni utili alla stesura dei fogli periodici. Viene infatti detto che “in essa bottega per finire si radunano alcuni uomini, altri ragionevoli, altri irragionevoli, si discorre, si parla, si scherza, si sta sul serio; ed io, che per naturale inclinazione parlo poco, mi son compiaciuto di registrare tutte le scene interessanti che vi vedo accadere e tutt’i discorsi che vi ascolto degni da registrarsi”.[12]
     






Si noti dunque: 
       La funzione della bottega come luogo di scambio;
       La cornice fittizia come schermo per la censura
       Il ripescaggio di  esperienze inglesi per il modello del giornale e inglesi per il desiderio         di divulgazione
         

http://www.treccani.it/enciclopedia/il-caffe/ 


I TEMI A QUESTO PUNTO SONO DUE: 

     Il caffè vero e proprio







   Carlo Goldoni,  La bottega del caffè:        https://www.youtube.com/watch?v=R2ibtYMG0OM


    E il giornale "Il caffè":  




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